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"Il morso della vipera"


Avevo questo libro in attesa da circa un anno, quello che avevo iniziato non mi stava prendendo molto, mi andava una lettura che mi potesse intrattenere, da leggere dopo giornate in cui ho bruciato tutte le energie, così di ritorno dall’ennesimo viaggio in treno, ho deciso di iniziare “Il morso della vipera” di Alice Basso. 


Il romanzo racconta di Anita Bo, ragazza molto bella,sembra che ciò che interessi di lei realmente sia solo la bellezza, vive a Torino negli  anni Trenta.

Anita viene assunta nella casa editrice che si occupa della pubblica dei “Saturnalia”, raccolta di racconti gialli, come dattilografa, per ritardare un pochino il matrimonio con Corrado, ragazzo molto affascinante che la chiede in sposa, ma lei non si sente ancora pronta a fare il grande passo e dedicare tutta la vita nell’accudimento della famiglia. 

Quando inizia il nuovo lavoro non conosce il genere giallo, nell’Italia fascista era stato quasi bandito da Mussolini, ma si appassiona tanto alle storie fino a quando non scopre che, in realtà, deve risolvere uno,che potrebbe dare spiegazioni sulla morte di una ragazza uccisa un paio di anni prima e dire la verità su una persona da tutti considerata un eroe. 

Ammetto di avere già tutti i romanzi della serie di Anita Bo, quasi tutti autografati dalla scrittrice, ma il momento per cominciare a leggerli è stata proprio quest’estate, in cui ho tanta voglia di tornare al giallo/thriller, mio genere preferito, anche per evadere da giornate calde e afose. E sicuramente “Il morso della vipera” è il libro giusto per chi vuole leggere un libro leggero ma nello stesso tempo con un po’ di suspence. 



La storia è scorrevole, l’autrice tiene il lettore incollato alla storia, non senza facendolo sorridere delle vicende che capitano ai protagonisti, con  tanti riferimenti all’epoca in cui è stato ambientato, uno fra tutti la censura di alcuni romanzi e il voler dare sempre sfoggio della razza italica come quella perfetta e capace di fare ogni cosa.  

Il personaggio di Anita è ben delineato, sempre pronta a scoprire cose nuove e bramosa di sapere la verità, non senza la voglia matta di divertirsi e di fare la movida per le strade della Torino dei fine settimana estivi, capace anche di ribellarsi alle idee dell’epoca, che prevedevano che le donne stessero solo a casa e non lavorassero, se non in aiuto al marito.  

Non vedo l’ora di leggere gli altri romanzi della serie di Anita Bo, libri che sono già in libreria da diversi mesi in attesa di essere letti, appassionarmi sempre di più alla storia di Anita, alla sua crescita nel corso dei romanzi e lasciandomi intrattenere dalla prosa di Alice Basso, capace di divertire il lettore. 

Consigliato!

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